Una delle domande più frequenti riguarda la durata degli impianti dentali.
Non esiste però un numero di anni valido per tutti i pazienti. Un impianto osteointegrato può rimanere in funzione per molti anni, ma la sua durata dipende da numerosi fattori biologici, meccanici e comportamentali.
Per questo motivo è più corretto parlare di prognosi nel tempo e di mantenimento piuttosto che attribuire all’impianto una “scadenza” prestabilita.
Sopravvivenza e successo non significano esattamente la stessa cosa
Negli studi scientifici viene spesso utilizzato il termine sopravvivenza implantare, che indica semplicemente che l’impianto è ancora presente e utilizzabile al momento del controllo.
Il concetto di successo implantare è più ampio e può comprendere anche la salute dei tessuti che circondano l’impianto, la stabilità dell’osso, l’assenza di problemi biologici e il corretto funzionamento della riabilitazione protesica.
Un impianto può quindi essere ancora presente dopo molti anni ma richiedere controlli, trattamenti dei tessuti peri-implantari o interventi di manutenzione sulla protesi.
Cosa ci dicono gli studi a lungo termine?
Le revisioni sistematiche della letteratura mostrano che gli impianti dentali possono presentare elevati livelli di sopravvivenza anche dopo dieci anni.
Questi dati, tuttavia, rappresentano valori medi ricavati da gruppi di pazienti e non permettono di prevedere con certezza la durata di un singolo impianto.
Il risultato individuale dipende infatti dalle condizioni cliniche iniziali, dalla qualità della pianificazione e del trattamento, dal mantenimento nel tempo e da numerosi fattori propri del paziente. Le revisioni scientifiche evidenziano inoltre che le stime cambiano in base alla metodologia utilizzata e alla gestione dei pazienti persi al follow-up.
L’impianto e i denti sopra l’impianto hanno durate diverse
È importante distinguere l’impianto, inserito nell’osso, dalla protesi che viene collegata agli impianti.
La struttura implantare può rimanere stabile per molti anni mentre alcuni componenti protesici possono richiedere nel tempo manutenzione, riparazione o sostituzione.
Le protesi sono infatti sottoposte quotidianamente alle forze della masticazione. Nel corso degli anni possono verificarsi usura dei materiali, modificazioni dell’occlusione, allentamento o usura di componenti e necessità di interventi sulla parte estetica o funzionale.
Gli studi sulle protesi fisse supportate da impianti mostrano proprio che la sopravvivenza degli impianti e quella della ricostruzione protesica non devono essere considerate come un unico parametro.
Da cosa dipende la durata di un impianto?
La prognosi nel tempo è influenzata dall’interazione di diversi fattori.
Tra questi rientrano la qualità e quantità dell’osso, la posizione degli impianti, la distribuzione delle forze, il progetto protesico, le condizioni dei tessuti peri-implantari, l’igiene orale, le abitudini del paziente e la regolarità dei controlli.
Anche le condizioni generali di salute e la storia clinica del paziente devono essere considerate durante la diagnosi e nel programma di mantenimento.
Per questo motivo non è corretto attribuire la longevità di un trattamento a un solo elemento, come il tipo di impianto o la superficie implantare.
Il mantenimento è parte del trattamento
Una riabilitazione implantare non termina con la consegna dei denti definitivi.
Gli impianti devono essere controllati nel tempo così come avviene per i denti naturali.
Il mantenimento comprende una corretta igiene domiciliare, controlli clinici periodici e sedute professionali programmate in funzione delle necessità individuali.
Durante i controlli possono essere valutati lo stato dei tessuti intorno agli impianti, l’igiene, l’occlusione, la stabilità della protesi e l’eventuale presenza di problemi biologici o tecnici.
Individuare precocemente una modificazione permette spesso di intervenire prima che il problema diventi più complesso.
Un impianto può durare tutta la vita?
È possibile che un impianto rimanga funzionante per molti anni e, in alcuni pazienti, per periodi molto lunghi.
Non è però scientificamente corretto promettere che un impianto durerà necessariamente “per tutta la vita”.
La medicina non può garantire la durata futura di un dispositivo biologicamente integrato, perché nel corso degli anni possono cambiare le condizioni della bocca, dell’osso, dei tessuti, della protesi e dello stato generale del paziente.
L’obiettivo dovrebbe essere quindi quello di creare le migliori condizioni possibili per una stabilità a lungo termine, attraverso diagnosi, corretta progettazione, trattamento e mantenimento.
In sintesi
Un impianto dentale non ha una scadenza prestabilita.
Può rimanere in funzione per molti anni, ma la sua durata dipende dal trattamento iniziale e soprattutto dal mantenimento nel tempo.
Per questo motivo è più corretto chiedersi non soltanto “quanto dura un impianto?”, ma anche:
“Cosa possiamo fare perché rimanga sano e funzionale il più a lungo possibile?”
Riferimenti bibliografici essenziali
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