Il percorso per ottenere denti fissi su impianti non è identico per tutti. Numero e posizione degli impianti, tempi di guarigione, eventuale utilizzo di una protesi provvisoria e scelta del tipo di riabilitazione dipendono dalla diagnosi e dalle condizioni cliniche del singolo paziente.
La procedura viene quindi pianificata partendo dal risultato protesico che si vuole ottenere, e non semplicemente dalla necessità di “inserire degli impianti”.
- 1Visita, diagnosi e raccolta dei dati
- 2Progettazione della riabilitazione protesica
- 3Inserimento degli impianti
- 4Stabilità primaria e possibilità di carico immediato
- 5Osteointegrazione e guarigione
- 6Protesi definitiva
- 7Controlli e mantenimento
1. Visita, diagnosi e raccolta dei dati
La prima fase comprende la valutazione clinica della bocca, dei denti eventualmente ancora presenti, delle gengive, dell’occlusione e delle condizioni generali del paziente.
Quando indicato, gli esami radiologici — come radiografie endorali, panoramica o CBCT — permettono di studiare tridimensionalmente quantità e distribuzione dell’osso e i rapporti con strutture anatomiche importanti.
In questa fase vengono valutati anche fattori come igiene orale, abitudine al fumo, eventuali patologie sistemiche e terapie farmacologiche che possono influenzare la pianificazione.
2. Progettazione della riabilitazione protesica
Prima dell’intervento viene definito il tipo di denti che dovranno essere realizzati e il modo in cui dovranno inserirsi nell’occlusione e nell’estetica del paziente.
Solo successivamente si stabiliscono numero, posizione, inclinazione e caratteristiche degli impianti necessari per sostenere la protesi prevista.
In una riabilitazione completa dell’arcata possono essere valutate configurazioni differenti — per esempio quattro, sei o un diverso numero di impianti — in funzione dell’anatomia, dell’osso disponibile, della biomeccanica e del progetto protesico.
Non esiste quindi un numero di impianti corretto per tutti i pazienti.
3. Inserimento degli impianti
Gli impianti vengono generalmente inseriti con una procedura chirurgica eseguita in anestesia locale.
Durante l’intervento vengono preparati i siti implantari e gli impianti vengono posizionati secondo la pianificazione effettuata.
La durata dell’intervento dipende dal numero di impianti, dalla complessità anatomica e dall’eventuale necessità di eseguire procedure aggiuntive.
Dopo l’intervento possono comparire gonfiore, indolenzimento o altri disturbi postoperatori, la cui intensità e durata possono variare da persona a persona.
4. Stabilità primaria e possibilità di carico immediato
Al momento dell’inserimento viene valutata la stabilità primaria dell’impianto, cioè la stabilità meccanica ottenuta nell’osso durante la chirurgia.
Quando la stabilità degli impianti, la distribuzione delle forze e le condizioni cliniche sono adeguate, può essere possibile applicare una protesi provvisoria fissa in tempi molto brevi.
Questa modalità viene comunemente definita carico immediato.
Il carico immediato, tuttavia, non rappresenta una procedura automaticamente applicabile a tutti i pazienti. La decisione viene presa sulla base delle condizioni riscontrate durante la pianificazione e l’intervento.
5. Osteointegrazione e guarigione
Dopo il posizionamento inizia il processo biologico di osteointegrazione, durante il quale l’osso si organizza e matura in rapporto alla superficie dell’impianto.
I tempi di guarigione possono variare in relazione alla qualità dell’osso, al tipo di intervento, alla stabilità iniziale degli impianti e alle caratteristiche individuali del paziente.
Anche quando è presente una protesi provvisoria fissa, gli impianti continuano quindi il loro processo biologico di guarigione.
6. Protesi definitiva
Una volta completate le fasi biologiche e verificata la stabilità della riabilitazione, può essere realizzata la protesi definitiva.
Forma, materiali, estetica e caratteristiche occlusali vengono progettati in funzione delle esigenze del paziente e della distribuzione biomeccanica delle forze sugli impianti.
La protesi deve permettere non soltanto di recuperare funzione ed estetica, ma anche di essere correttamente controllata e mantenuta nel tempo.
7. Controlli e mantenimento
La conclusione della terapia protesica non coincide con la fine del trattamento implantare.
Gli impianti e i tessuti che li circondano richiedono igiene quotidiana, controlli periodici e sedute di mantenimento professionale.
Il monitoraggio nel tempo permette di controllare la salute dei tessuti peri-implantari, l’occlusione e l’integrità della protesi, e di individuare precocemente eventuali problemi.
In sintesi
Il percorso per ottenere denti fissi su impianti può comprendere:
- diagnosi
- progettazione protesica
- inserimento degli impianti
- eventuale protesi provvisoria
- osteointegrazione
- protesi definitiva
- mantenimento
I tempi e le modalità di ciascuna fase vengono però stabiliti individualmente. Per questo la diagnosi e la pianificazione rappresentano una parte fondamentale del trattamento.